domenica 24 ottobre 2010

 Ore 8: le città fantasma!


Solo qualche taxi per la strada... dove è finita la marea di gente che c'era qualche ora fa? A smaltire la sbornia di stanotte? Nelle reception degli hotel ci sono le file di gente per il check out. Nelle sale da gioco, c'è già (o ancora?) qualcuno ai tavoli o alle slot machine... che divertimento ci sarà? Boh!

Mega brunch al Bellagio che mi è costato molto caro: un bruciore di stomaco pazzesco che mi costretto in hotel tutto il pomeriggio dopo essermi fatto procurare un antiacido in una pharmacy.

Serata a gironzolare da solo lungo la parte sud della Strip: è una zona più popolare e baraccona, rispetto alla nord, e decisamente meno glamour. Gli hotel sono sempre grandissimi, forse ancora di più. I più stupefacenti sono il New York, New York con una riproduzione in miniatura di NYC con tanto di Statua della Libertà e ponte di Brooklyn.


Il castello di Excalibur:


E l'enorme Luxor.


E' una gigantesca piramide nera.
All'interno, i corridoi sono "autostrade" con tapis roulant.


A-S-S-U-R-D-O

Domattina volo Southwest per San Diego.


lunedì 25 ottobre 2010

 San Diego ci accoglie con le solite nuvole... amen!


Finalmente un po' di verde dopo tanto deserto: palme, alberi di ficus benjamin e strelitzie che crescono agli angoli delle strade... questa è la California che mi aspettavo di vedere, manca solo il sole!


Siamo entrati nell'ultima settimana di questo viaggio, tra 7 giorni sarò a casa... mancano ancora solo 3 hotel! La stanchezza comincia a farsi sentire. Con il senno di poi probabilmente modificherei quest'ultima parte, forse la accorcerei. Non riesco proprio a ricordare perché abbiamo inserito San Diego nel nostro tour: forse per visitare la parte più a sud della California (siamo solo a 10 miglia dal confine con il Messico e da Tijuana, tristemente nota per i violenti cartelli criminali dediti al narcotraffico)... o forse per fare la costa pacifica che poi abbiamo ridotto alla sola tratta Los Angeles - San Francisco.

Pomeriggio speso a girovagare per la zona del porto: per passare un paio di ore decidiamo di visitare la portaerei USS Midway, in disarmo dal 2002, che ha partecipato, tra le altre, alla guerra del Vietnam e alla prima guerra del Golfo.



Nonostante il mio antimilitarismo, trovo la visita estremamente interessante sotto il punto di vista tecnico. Mi fanno un po' di tenerezza i vecchi top gun che ci fanno da cicerone: così attaccati sentimentalmente alla US Navy da essere probabilmente incapaci di costruirsi una vita al di fuori dell'ambiente militare.

Serata passata per le strade di Little Italy. Per principio, sono contrario ad andare a mangiare nei ristoranti "italiani" all'estero. Questa volta faccio un'eccezione, visto che il locale che abbiamo scelto è all'undicesimo posto in classifica tra gli oltre 1.700 ristoranti di San Diego... mi mangio una burrata favolosa e un buonissimo petto di pollo valtellinese con la fontina.

Domani, se il tempo ci assiste, dovremmo vedere una cosa molto interessante. Unico indizio: Alex, Matry, Gloria e Melman...

martedì 26 ottobre 2010

... ovvero, come una giornata di sole può rivitalizzare un viaggio un po' stanco. Oggi è una giornata stupenda, il sole splende e scalda parecchio (stasera ho la faccia tutta biscottata!). Se ieri pensavo che avrei potuto tagliare questa parte del viaggio, oggi sono di tutt'altro avviso. San Diego è una città tranquilla, accogliente e a dimensione d'uomo. I colori con il sole si riaccendono e la California si mostra in tutta la sua bellezza.



L'indizio di ieri, con i quattro protagonisti di Madagascar, doveva portarvi qui:


allo Zoo di San Diego.

Premessa: da animalista convinto, anche se non ancora vegetariano, sono contrario a qualsiasi forma di utilizzo degli animali a scopo turistico o, tanto peggio, circense. Questo zoo (considerato uno dei più importanti a livello mondiale) ha, tra i tanti, un progetto di tutela delle specie in via di estinzione, che favorisce la riproduzione in cattività e la successiva reintroduzione nell'ambiente naturale. E' inserito in un contesto meraviglioso e la parte botanica è curata in modo fantastico. Non ci sono gabbie e gli animali sono ospitati in recinti eventualmente separati da larghi fossati. Gli uccelli e le scimmie sono invece in enormi voliere che coprono vere foreste. Solo i rettili sono in teche di vetro. Ho avuto la fortuna di vedere molti degli animali presenti nel loro ambiente naturale: qui comunque non sembra se la passino tanto male. Solo due immagini esemplificative:



Passiamo più di 4 ore passeggiando tra i viali del parco... un giorno intero non basterebbe per vedere con calma le centinaia di specie presenti. Uno dei settori che mi piacciono di più è il rettilario: non posto foto perché so che un paio di persone che mi seguono romperebbero il monitor alla sola vista!

Nel pomeriggio visitiamo Gaslamp, il quartiere più trendy della città, che deve il nome gas-lamp appunto al fatto che era illuminato da lampade a gas. Ci spostiamo nuovamente nella zona del porto e decidiamo, all'ultimo momento, di prendere un ferry verso Coronado, una lunga lingua di terra che separa la baia dell'oceano, per vedere il tramonto... uno spettacolo!



Stasera, nel nostro vagabondare tra le cucine etniche, ristorante argentino: empanadas e uno spiedino di carne FAVOLOSO!

Domani si parte per Los Angeles con l'Amtrak: dopo aver provato l'anno scorso le mitiche corriere della Greyhound, voglio viaggiare anche con famosi treni che si vedono in tanti film...

mercoledì 27 ottobre 2010

 Prendiamo il treno dell'Amtrak alla stazione di San Diego.


Ci sediamo al secondo piano per osservare meglio il paesaggio. Il viaggio è tranquillo, qui i treni vanno molto piano. Per un lungo tratto, costeggiamo l'oceano Pacifico, la ferrovia passa a neanche 10 metri dalla spiaggia. Il mare è di un blu profondo e ci sono belle onde: è pieno di surfisti.


Prima di entrare a Los Angeles, attraversiamo la Orange County, sì proprio quella di The OC.

Arrivati alla Union Station di Los Angeles, ci dirigiamo verso l'hotel: è solo a 50 metri dal Kodak Theatre, dove dal 2002 vengono consegnati i premi Oscar. Per raggiungerlo, percorriamo un tratto della Walk of Fame e le ruote dei trolley calpestano ignobilmente le stelle in ottone con i nomi delle celebrità del cinema e dello spettacolo. L'hotel è molto carino, completamente  cinema themed... è già addobbato per Halloween. Le camere avrebbero bisogno di un deciso refurbishing. Tanti mi avevano sconsigliato di inserire Los Angeles nel mio tour ma, visto che sono affetto da cinefilite cronica, volevo metterci il naso.

Siore e Siori,
SONO A...


La Hollywood Sign, la famosa scritta sulla collina della foto, non è proprio vicina: sgambettiamo un bel po' su e giù per le colline a nord di Hollywood Boulevard, per cercare di vederla meglio e, alla fine, ci rendiamo conto che la vista migliore si gode da una terrazza a fianco del Kodak Theatre, sparando lo zoom al massimo. E' proprio lontana: sebbene le lettere che la compongono siano alte come un palazzo di 5 piani, si vede quasi a malapena. In zona non sembrano esserci buoni ristoranti, perciò stasera junk food di fianco al Chinese Theatre, il teatro davanti al quale ci sono i lastroni di cemento con le firme e le impronte di mani e scarpe di pochi, eletti, attori e attrici.



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Viaggio

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