sabato 8 aprile 2011

Barcellona mi ha incantato, letteralmente. Chi conosce i miei gusti sa che non amo particolarmente le grandi città, come si evince anche da alcuni post precedenti. Barcellona è diversa. E' una città discreta che non ti si butta davanti con una bellezza sfacciata. E' una città da scoprire lentamente, che ti conquista a poco a poco, mentre ti perdi nelle vie del centro storico e scopri piccoli dettagli nascosti apparentemente insignificanti. E' una città che bisogna saper guardare con occhi curiosi e smaliziati. E' una città relativamente giovane che ha avuto due grandi momenti di sviluppo urbanistico, l'Esposizione Universale del 1888 e le Olimpiadi del 1992, ed ha saputo sfruttarli entrambi al meglio anche sotto il profilo economico. E' una città organizzatissima, facile da girare, che nel giro di pochi minuti ti permette si spostarti da zone affollatissime e piene di vita alla spiaggia, da zone commerciali a parchi verdi relativamente tranquilli. E' una città che, grazie all'educazione dei suoi cittadini, può insegnare molto, sotto il punto di vista civile e sociale, in quanto ad accettazione e tolleranza. E' una città affascinante anche per i suoi ritmi: non è assolutamente frenetica, non ho mai visto traffico o file ai semafori né ho mai sentito un clacson suonare. E' una città i cui abitanti mettono davanti a tutto le esigenze umane rispetto a quelle del profitto, almeno così mi è sembrato. Insomma, è una città con l'aspetto e la mentalità del sud coniugati benissimo con una organizzazione tipica da città del nord. Nonostante questo non è un posto dove tornerei con una periodicità costante. A Londra potrei andarci ogni mese per tutta la vita, anche solo per un giorno, e non stancarmi mai. Ma Londra è l'unica città al mondo dove potrei fare questo: forse perché ho cominciato a viverla da bambino, forse perché la conosco bene, forse perché sono affascinato degli inglesi e delle loro stranezze, forse perché... mille perché.


Un'altra considerazione di ordine generale: questo è stato il primo viaggio che ho fatto assolutamente da solo. Era un po' un banco di prova dopo l'ultima esperienza non proprio esaltante con un compagno di viaggio troppo diverso da me. Temevo, conoscendomi, di avere bisogno di essere un po' stimolato per fare le cose e di cadere in una forma di pigrizia che mi poteva portare a rinunciare a vedere qualcosa per "troppa stanchezza". Amo, ho sempre amato, condividere le esperienze e le emozioni del viaggio con qualcuno proprio mentre le sto vivendo. Anzi, la condivisione era una condizione sine qua non era impossibile potere pensare al viaggio stesso. Sono un po' orso di carattere, ho bisogno dei miei spazi e dei miei tempi ma, al tempo stesso, ritengo di essere una persona con una estrema adattabilità e disponibilità, fino a quando non vengo tirato per i capelli. Per poter condividere però ci vuole la persona giusta, disposta anch'essa a mettersi in gioco: la condivisione non può essere a senso unico. Mai come in questo caso è stato valido il detto meglio soli che male accompagnati. Complice anche il bel tempo (scriverò presto un post su Il tempo e le previsioni meteo), mi sono davvero goduto questa breve vacanza in solitaria: ho girato e camminato come non credevo di poter fare, a causa dei miei problemini fisici (leggi: ginocchia e schiena distrutte), proprio perché ho potuto tenere il mio passo, ho potuto fermarmi ad osservare ciò che mi interessava quando ho voluto, senza avere una persona che mi camminasse davanti di 10 metri con passo per me insostenibile. Logicamente il viaggiare da soli ha anche i suoi lati negativi: a parte la non condivisione, è abbastanza triste trovarsi ad un tavolo di un ristorante da solo oppure scambiare due chiacchiere solo con il receptionist o con il cameriere, visto che non sono il tipo che attacca bottone con il primo che passa o con quello seduto al mio fianco nella metro. Per ultimo, c'è anche il lato economico: viaggiare da soli costa quasi quanto viaggiare in due. Quindi, in conclusione, questo tipo di viaggio può andare bene solo per brevi soggiorni in località vicine... a meno che si decida di fare una full immersion culturale in paesi o zone un po' ascetiche, come l'India per esempio... e questa cosa mi tenta tantissimo! E tra un po'... Cina!