sabato 30 ottobre 2010

Come finire, in modo fantastico, un viaggio indimenticabile! La giornata di oggi prevede la tappa da Morro Bay a Monterey ed è interamente dedicata alla visita del Big Sur, cioè un tratto di costa e territorio interno lungo circa 150 chilometri nella California centrale. Il tempo è clemente e, sotto la continua minaccia di un temporale alle spalle, ci regala un bel sole. Morro Bay è una cittadina di pescatori e la sua baia è sovrastata da un enorme panettone di roccia.



Il Morro Rock è raggiungibile attraverso una stretta lingua di terra: qui, la mattina presto, i surfisti sono già in acqua ad attendere le onde che cominciano a farsi notevoli, se paragonate ai nostri standard.



La costa, procedendo verso nord, si fa via via più selvaggia: le palme cominciano ad essere sostituite da conifere più nostrane e alte scogliere, dove si infrangono rumorosamente le onde, sono interrotte da piccole insenature di sabbia.


Ogni chilometro un'emozione nuova! Ad un certo punto arriviamo ad una spiaggia dove stanno riposando al sole centinaia di elefanti marini.


Non sembra vero! Se ogni tanto qualcuno non si grattasse la testa con quella specie di pinna che hanno al posto delle braccia, direi che sono spiaggiati. E' un paradiso terreste: gli animali fanno a gara per mettersi in posa davanti all'obiettivo.



La strada si inerpica velocemente sulla scogliera a strapiombo.


Da rimanere senza fiato!
Alla fine del Big Sur c'è pure una foresta di sequoie.


Stasera cena tipicamente americana: finalmente sono riuscito a mangiare, dopo 18 giorni di ricerca, il mio amato meatloaf con mashed potatos.

E anche questo viaggio è arrivato alla fine: se non faccio un ciocco prima, domani a quest'ora starò ronfando sul posto 35K dell'aereo.
Siamo a soli 168 km dall'aeroporto di San Francisco.
Tutto ha funzionato come un orologio svizzero: la lunga preparazione (decisamente eccessiva!) ha dato i suoi frutti. E' saltato solo il volo in elicottero sopra il Gran Canyon, per cause di forza maggiore, ma sono riuscito a vedere più di quello che avevo programmato. Anche il mio fisico, nonostante i tanti acciacchi, ha retto decisamente meglio del previsto.

Il prossimo post, con le considerazioni finali, lo scriverò dall'Italia... ma solo dopo aver dormito per 15 giorni di fila!