venerdì 22 ottobre 2010

Era la tappa dalla quale mi aspettavo meno in questo viaggio e così è stato. Per carità, è bellissimo, immenso... E' incredibile pensare che un fiumiciattolo così sia riuscito a scavare, in milioni di anni, un canyon così profondo. Un turista che arriva qui, senza aver visto nulla prima, rimane letteralmente estasiato e lo si capisce dai commenti della gente. Io però ho ancora gli occhi saturi dai colori visti nei giorni scorsi e tutto questo mi sembra un po' slavato, grigio. Per fortuna c'è il sole...







... o meglio, c'era il sole! Alle 14 comincia a piovere ancora. Questa volta è una pioggerellina sottile, ci sono 7° e sembra di essere a fine novembre in Italia.

Alla fine, l'emozione più grande l'ho ricevuta da una cosa vista in una radura in un bosco a lato della strada: un enorme cervo a guardia di un nutrito gruppo di femmine. Sono tutti molto tranquilli, apparentemente noncuranti dei tanti turisti che, a debita distanza, scattano foto. 



Sono stanco: ho già fatto 1.600 chilometri in 4 giorni e ho guidato io per ogni singolo metro. Alle 16 siamo già in hotel.

Domani, tempo permettendo, dovremmo avere il tour in elicottero... per adesso preferisco non pensarci! Era prenotato per le 9 di mattina ma ce l'hanno spostato alle 12, il che ci costringerà ad arrivare molto tardi a Las Vegas... sono gli ultimi 450 km di questa prima parte del viaggio. Non penso di riuscire a dare mie notizie domani. Ciao...