martedì 21 ottobre 2008
E siamo arrivati alla fine di questa meravigliosa settimana. L'ultimo giorno, in genere, è un giorno perso: fare i bagagli, check out all'hotel, raggiungere l'aeroporto con ore di anticipo... l'aereo però questa volta è alle 20:45 e perciò paghiamo di corsa il conto e sbattiamo le valige nella luggage room che in realtà è quella che loro chiamano "palestra", una stanzetta 3x2 con un tapis roulant. Il sole splende sempre anche se, in questi ultimi due giorni, le temperature mattutine si sono un po' abbassate. Prendo la metro e, per l'ultima volta, approdo a Time Square. Passo un paio di ore a gironzolare per le strade che ormai conosco a menadito, cercando di fissare nella memoria immagini, suoni, odori. In genere il ritorno a casa è una cosa che vivo bene nei miei viaggi, ritornare alle mie abitudini mi dà un senso di sicurezza. Ma questa volta è diverso: cosa troverò? Esattamente ciò da cui sono scappato? Mestamente mi avvio verso il JFK. L'aereo parte con un po' di ritardo e, di notte, dall'alto, New York sembra salutarmi con il suo volto più bello, "le mille luci di New York". Goodbye and see you soon!
CONCLUSIONI
WOW WOW WOW! Era il viaggio che sognavo da quando ero adolescente e, per una serie di coincidenze, cominciavo a pensare che mi sarebbe stato precluso per sempre. Il fatto di essere riuscito a farlo, senza il minimo di organizzazione e programmazione (grazie Flavio!), me l'ha fatto vivere un po' come un sogno. Tutti noi cresciamo con il "mito americano" (anche se poi, crescendo, ci rendiamo conto l'America non è esattamente in America) e New York ne è il simbolo. Inoltre, inconsciamente, conosciamo tutti questa città, vista, rivista e stravista in centinaia di film, telefilm e servizi vari. E' inevitabile quindi che un senso di déjà vu mi abbia accompagnato per tutti questi giorni. Ma vuoi mettere cosa vuol dire esserci? E' stata una settimana di emozioni, nessuna città finora è riuscita a trasmettermi simili sensazioni: stupore, commozione, divertimento, interesse. Per forma mentis la cosa che mi ha affascinato maggiormente è stato l'aspetto architettonico. La cosa che invece mi è mancata di più, ma non poteva essere diversamente, è stata la mancanza di "storia": in Europa, e in Italia in particolare, ogni città, ogni paese ti fa respirare la sua storia millenaria che ha contribuito a costruire la cultura mondiale. Mi aspettavo tantissimo e le mie aspettative sono state ampiamente superate. Mi piacerebbe, un giorno, riuscire a vivere questa città non come turista: fare le spesa quotidiana, andare al cinema o a teatro, visitare qualche museo con calma... dicono che i sogni possono diventare realtà. Il mio motto deve diventare:
"Don't dream your life, live your dreams!"








