martedì 15 febbraio 2005
 
 
Allora, da dove cominciamo? Credo che il modo migliore sia quello di leggere la nota QUI. Sto per salire nuovamente su un aereo dopo la bellezza di 21, anzi di più! Sono all'Area Gruppi di Malpensa, per ritirare biglietti e visto, stranamente tranquillo: o sono in trance o la mia capacità di autosuggestione ha poteri illimitati. Qui devo raccontare un aneddoto: ad un certo punto Ivan vede che mi sto allontanando trascinando il mio trolley nuovo di zecca e pensa "ecco, se ne torna a casa!"... in realtà ero stato chiamato da un addetto della sicurezza per il controllo bagagli. Racconto questo solo per far capire quanto improbabile fosse la mia partenza e quanta fiducia avessero gli altri sul fatto che ce l'avrei fatta, vista la mia arcinota fobia per il volo. Per  farla breve, sono a bordo dell'aereo Eurofly destinazione Mombasa, via Zanzibar che, giusto per gradire, allunga il viaggio di 3 ore e mi costringe a subire un atterraggio e un decollo in più! I sedili sono piccolissimi e, non essendo riusciti a mettere gli zaini nella cappelliera, siamo davvero scomodi. L'aereo decolla: non ho alcuna reazione. Ho rotto il ghiaccio! Viaggio allucinante: il signore seduto al mio fianco, sul lato corridoio, dorme per tutta la notte e perciò non posso neanche alzarmi per sgranchirmi le gambe o andare in bagno. All'alba, una bella sorpresa: sorvoliamo il Kilimangiaro e si vede chiaramente il cratere innevato  Abbiamo quindi superato il Kenya e siamo sopra la Tanzania verso Zanzibar dove atterriamo in meno di un'ora. Mezzo aereo si svuota e restiamo a terra per più di un'ora: visto dal portellone, l'aeroporto sembra piuttosto misero, costruito da mattoni in cemento con una tettoia in lamiera ondulata. C'è una sola pista, immersa nel verde. Finalmente, dopo un'altra ora di volo, atterriamo a Mombasa. Quando si aprono le sliding doors dell'aeroporto, sbadaboom, è come sbattere contro un muro: il caldo è impressionante! L'assistente del tour operator che ci attende ci avverte di fare attenzione perché potremmo avere un shock termico: addirittura! Il pulmino sul quale saliamo è una barzelletta: deve essere stato acquistato di settima mano chissà dove in Giappone, ha ancora le vetrofanie con gli ideogrammi e lanterne rosse in carta che pendono dal soffitto! L'area dell'aeroporto è molto curata, piena di aiole e bouganville ma, appena ci si allontana di qualche chilometro, la periferia di Mombasa si mostra in tutta la sua povertà. Noto che molti giovani uomini sembrano fatti o ubriachi: c'è chi barcolla in mezzo alla strada e chi dorme, in pieno giorno, sotto i camion parcheggiati. Evidentemente, la globalizzazione e la civiltà portano anche, o solo, la cose peggiori del mondo occidentale. Malindi, la nostra meta finale, dista solo 120 chilometri ma ci vogliono circa 3 ore per raggiungerla.