sabato 16 ottobre 2010

GOLDEN GATE BRIDGE

Per riuscire a vederlo bene ci sono dovuto andare proprio davanti!


Cavolo, è davvero imponente e, a quanto pare, queste nuvole basse sono una costante. Vederlo mi ha un po' riconciliato con questa città che non riesco ancora a capire.



E l'ho anche attraversato quasi tutto: 2700 metri! Se qualcuno di mia conoscenza si sta chiedendo se l'ho fatto in bici, la risposta è no: non penso ce l'avrei fatta a fare la rampa d'accesso, tanti ciclisti molto più in gamba di me se la stavano facendo a piedi e con la lingua di fuori! I miei piedi comunque stanno già urlando "pietà"...

CASTRO

Harvey Milk Plaza




Il camera shop che Harvey Milk ha aperto in questo quartiere e sopra il quale abitava. Chi ha visto il film Milk di Gus Van Sant con Sean Penn sa quanto quest'uomo è stato importante per questa città e per il mondo intero.



domenica 17 ottobre 2010

Praticamente bloccati in camera fino alle 10:00 a causa della Nike Women's Marathon: visto che la cosa era già successa a Istanbul, evidentemente devo avere un certo feeling con queste corse! Appena messo fuori il naso dall'hotel, comincia a piovere: la tentazione di tornare a letto per recuperare qualche ora di sonno è forte ma mi faccio forza e prendo il tram ancora una volta verso Fisherman's Wharf, visto che l'altro giorno l'avevo visto solo di sfuggita per prendere il traghetto per Alcatraz. Piove che dio la manda!


Spiegherò un'altra volta, quando avrò più tempo, cos'è Fisherman's Wharf.
Intanto un piccolo quiz:
cosa vi suggerisce la foto qui sotto?


Piccolo aiuto: Forrest Gump...

Oggi fa freddo, c'è vento e acqua e anche i leoni marini (che differenza c'è con le foche devo ancora capirlo!) decidono di scaldasi un po'...


E' una vera ammucchiata, uno sopra l'altro, praticamente quasi tutti addormentati... ogni tanto qualcuno s'incavola e ribadisce il diritto al suo "spazio" con un sonoro oink, oink!


Sembrano tanto buoni e mansueti ma io, sinceramente, lì in mezzo non ci andrei tanto volentieri, nonostante sia stato tra le tigri in libertà in Thailandia!

San Francisco, per chi non lo sapesse, è praticamente tutta edificata su un terreno collinoso: ne avevo già avuto sentore (e le mie gambe soprattutto!) gironzolando per la parte occidentale della città... niente in confronto ai quartieri di Nob Hill e Russian Hill! Prediamo un Cable Car, uno di quei tram sui quali, teoricamente, bisognerebbe salire in corsa.


Questi mezzi su rotaia sono attaccati a un cavo sotterraneo che li trascina, a velocità costate, su per le ripidissime colline di questa zona... che sono DAVVERO ripide!


Dall'alto il panorama è veramente notevole e si vede bene il Transamerica Pyramid, il grattacielo più alto della città e, probabilmente, l'unico edificio degno di nota a San Francisco.



Ma la cosa più bizzarra in assoluto è un breve tratto di Lombard Street...



Questo è considerato il tratto più tortuoso al mondo: una serie di tornanti strettissimi e molto corti, in mezzo a bellissime aiuole di ortensie, dove le macchine scendono a passo d'uomo, sopra una pavimentazione (secondo me scivolosissima) di mattoni rossi. Ci si mette davvero molto meno a farla a piedi lungo le scalette laterali che non a bordo!

Nonostante le brutte condizioni metro, questa giornata è stata veramente piacevole: chissà cosa sarebbe stata con il sole! Probabilmente sto cominciando ad abituarmi a questa città e a conoscerla un po'.

Ho i jeans e la felpa inzuppati d'acqua e perciò decido di passare il resto del pomeriggio a fare un po' di shopping nei meravigliosi negozi di Marker Street.

Avviso ai miei dolci (?) nipotini: a voi vi ho già sistemati... altro peso che si aggiunge in valigia!





lunedì 18 ottobre 2010

Oggi è l'ultimo giorno a San Francisco, nel tardo pomeriggio prenderemo l'aereo destinazione Las Vegas dove passeremo solo la notte. Domattina ritireremo l'auto a noleggio e cominceremo il tour che, per 5 giorni, ci porterà nei canyon dello Utah e dell'Arizona. Sabato notte è previsto il rientro a Las Vegas.


Oltre 1.600 km in mezzo al nulla o quasi: speriamo che il navigatore funzioni... per precauzione stamattina andremo a comprare uno stradario.

Giornata praticamente persa tra le ultime spese a San Francisco e l'attesa in aeroporto... per fortuna abbiamo deciso di andare con un po' di anticipo perchè i controlli sono stati davvero maniacali e le code interminabili! Volo Southwest puntualissimo. Avvicinandoci all'atterraggio, Las Vegas sembra un enorme albero di Natale in mezzo al buio più totale... fa un po' strano riconoscere dall'alto la Tour Eiffel in Nevada!


Fa molto caldo rispetto a San Francisco. Appena usciti dal finger, un'enorme sala con decine di slot machine piene di giocatori... beh, visto che la giocata è di 5 cents quando tornerò la prossima settimana un paio di dollari me li gioco! E' il regno del kitsch più sfrenato e i tanti turisti che affollano l'aeroporto sono a dir poco bizzarri. Nel tragitto verso l'hotel, piccola sbirciatina alla Strip e poi di corsa a nanna.

martedì 19 ottobre 2010

Sveglia alle 6:30 per essere verso le 8:00 al noleggio auto per ritirare la macchina già prenotata in Italia. Pratiche veloci e alla fine, tra una decina di automobili e jeep, scelgo un SUV Kia visto che lo conosco già un po'... decisamente comodo!


Dovevano essere più di 450 km di semplice trasferimento, in realtà si sono trasformati in un viaggio piacevolissimo. La giornata è splendida. Appena fuori da Las Vegas, il paesaggio si fa quasi surreale: distese infinite, interrotte solo dal nastro d'asfalto sul quale corriamo, sotto un cielo azzurrissimo... alla faccia delle previsioni meteo! Ad ogni scollinamento, ad ogni curva il paesaggio cambia. Attraversiamo il Nevada, tagliamo un angolo di Arizona e arriviamo nello Utah, per la precisione il nono stato degli USA nel quale metto piede in meno di 2 anni. 


Che meraviglia! La strada è dolcemente in salita e ben presto, senza accorgercene, arriviamo sopra quota 2000 metri, un altopiano infinito. Mano a mano che ci avviciniamo al Bryce Canyon NP, la strada comincia a farsi più ripida e compaiono i primi rilievi. La voglia di fermarsi ad ogni chilometro per scattare qualche foto è grande ma il tempo un po' stringe... ecco uno degli svantaggi che temevo nel fare questo viaggio in ottobre: l'avessi fatto in tarda primavera, avrei avuto almeno 3 ore di tempo in più prima del tramonto.


A circa 30 km da Bryce Canyon, la prima sorpresa: il Red Canyon, nel mezzo della Dixie Forest, del quale non avevo mai sentito parlare. Si cominciano a vedere i primi hoodoos, quei pinnacoli in roccia friabile che caratterizzano questa zona. Se queste sono le premesse, non oso pensare cosa mi riserverà Bryce Canyon.


La strada di snoda in larghe curve che passano sotto suggestivi tunnel scavati nella roccia.


Si decide di proseguire senza altre soste fino al Parco Nazionale. Casualmente passiamo davanti all'hotel che avevamo prenotato e, anche se sono solo le 15:00, facciamo il check in e ci disfiamo della valigie. La camera è uno spettacolo: enorme, con i soliti 2 letti queen size, arredata con un gusto davvero notevole e con un bagno in marmo con 2 lavabi... per 40 euro a testa, compressi prima colazione, parcheggio e wifi, una vera sorpresa! Il cellulare non ha campo ma la connessione internet è una scheggia.

Italia

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Viaggio

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Un vero viaggio di scoperta non è scoprire nuovi luoghi ma avere nuovi occhi. Sicuramente ottimi occhi sono quelli del cuore!
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