domenica 19 agosto 2007



- "Dove si va quest'estate?"
- "In Russia?"
- "Ok!"

E' successo più o meno così, tre battute ed è tutto deciso. Mai, prima d'ora, avevo considerato la Russia come mia possibile meta turistica. Ci si affida logicamente ad un tour operator (Francorosso) per un viaggio così complesso - il fai-da-te non si può neanche prendere in considerazione - e alla fine risulterà essere una vacanza piuttosto costosa in quanto quasi tutte le escursioni sono facoltative e quindi a pagamento. Dal 19 al 30 agosto, 12 giorni in motonave che ci porterà da San Pietroburgo a Mosca per quasi 1.400 chilometri lungo fiumi, canali, bacini e mari, attraverso il passaggio di una ventina di chiuse che permettono la salita verso Mosca. La chiamano "Crociera sul Volga" ma di Volga se ne naviga gran poco. La Dottor Zhivago, di costruzione tedesca, è una tipica motonave fluviale, particolarmente adatta ai fondali bassi, ed è piuttosto spartana: niente a che vedere con gli sfavillanti natanti scandinavi che solcano queste stesse rotte.

sabato 21 gennaio 2006






domenica 22 gennaio 2006

Oggi partiamo per la Thailandia. E' il primo viaggio a lungo raggio organizzato in pratica completamente da me, con un po' di sana incoscienza. Volo diretto Thai Airways da Malpensa a Bangkok Don Muang con Airbus A340.



Questa volta viaggiamo davvero leggeri: uno zainetto e un borsone a testa con un po' di t-shirt e qualche paio di bermuda, più il minimo indispensabile. Il volo è alle 13:05. L'aeroporto è quasi deserto. Al gate, mentre aspettiamo di imbarcarci, non riesco a non notare i tanti ometti anzianotti e piuttosto dimessi che tutti soli aspettano di salire a bordo. Siccome non credo che vadano a svernare in Thailandia, non posso non pensare che lo scopo del loro viaggio sia esclusivamente di natura sessuale... sono troppo malizioso?
E' una bellissima giornata tersa e soleggiata. Il volo parte il perfetto orario e, lasciatemelo dire, viaggiare con la Thai è un'esperienza paradisiaca. Appena saliti a bordo, le hostess, elegantissime e sempre sorridenti, offrono a tutti i passeggeri un'orchidea, il simbolo stilizzato della compagnia aerea, fiore che ci accompagnerà quotidianamente durante le prossime due settimane. Viaggiando verso est, il buio cala presto, amo volare di notte anche se non riesco a dormire in aereo: c'è più ordine, meno movimento e i bambini dormono. Ci servono pranzo, cena e colazione e ad ogni pasto le hostess si cambiano d’abito, sfoggiando addirittura bellissimi abiti lunghi in seta nei colori della compagnia (il viola impéra dappertutto) per la cena. Ci sono sia menu occidentali che thailandesi e io, giusto per cominciare ad abituarmi, scelgo sempre questi ultimi. Nella notte, guardando fuori dal finestrino, nel buio più totale, si vedono le fiamme sulla cima dei pozzi petroliferi.  A un paio d'ore dall'atterraggio, sorvoliamo Calcutta: è enorme e piena di luci ma, dentro di me, penso a quanta povertà c'è laggiù. Tra una mangiata e un film, le 10 ore di volo passano veloci anche se avrei preferito dormire un po'.



lunedì 23 gennaio 2006

Atterriamo a Bangkok all'alba. La pratica alla dogana è inquietante: un austero funzionario controlla con calma i documenti e scatta una foto con uno strana sfera di metallo posizionata sul banco, dopodiché attacca ad una pagina del passaporto un foglietto verde che è il permesso di soggiorno per 30 giorni tassativi, scaduti i quali sembra si possa essere sbattuti dentro una delle terribili prigioni thailandesi viste in molti film. Sto esagerando naturalmente ma, come avrò modo di verificare in seguito, il senso della gravità del reato è davvero relativo rispetto al mondo occidentale. Ritirati i bagagli, troviamo subito ad attenderci l'autista, con accompagnatore, per il trasferimento in hotel che avevamo prenotato dall'Italia: ci fa salire su una Volvo tutta bianca, dentro e fuori: comincia la nostra avventura in terra thailandese. La prima cosa che mi colpisce è che la città non ha assolutamente nulla di orientale: grattacieli modernissimi, torri con ristoranti rotanti sulla cima, strade a quattro corsie e traffico, tanto traffico. 


Ad ogni chilometro lungo la strada, troneggiano enormi quadri rappresentanti Rama IX, re della Thailandia dal 1946, considerato alla stregua di una divinità e venerato come tale. I thailandesi hanno una vera adorazione per il loro monarca e non perdono mai l'occasione per lodarne l'operato, anche perché il solo parlarne male o criticarlo, così come imbrattarne l'immagine, garantisce una lunga permanenza in carcere e questo vale anche per gli stranieri.

Un'altra cosa che mi colpisce immediatamente è la bellezza della lingua thailandese, o meglio dell'ortografia: è un insieme di riccioli e accenti strani per noi assolutamente indistinguibili l'uno dall'altro. Mi chiedo cosa succederà tra qualche giorno quando saremo dispersi in mezzo alla campagna! L'unica cosa che so dire è salve: สวัสดี sawasdee che già si complica perché bisogna aggiungere krap o ka a seconda se l'interlocutore è maschio o  femmina.
In meno di un'ora arriviamo in hotel: è sontuoso ed elegante, il personale è di una gentilezza imbarazzante. La camera è curata nei dettagli, piena di specchi decorati e cornici in legno intarsiato e con le immancabili orchidee.
 
Siamo stanchi e decidiamo di passare un po' di ore in camera per recuperare un po' di sonno. Prima però, prenotiamo dei tour guidati direttamente nell'hall dell'hotel per i prossimi giorni. Il tour operator al quale ci affidiamo è considerato il migliore per quanto riguarda la Thailandia e, come scopriremo in seguito, questa fama è altamente meritata: per poche decine di euro le offerte sono davvero ampie e invitanti. Come al solito, non riesco a dormire.


Alla sera usciamo: siamo a 100 metri esatti da Patpong, il che è tutto dire...

Patpong 1 (esiste anche Patpong 2, una parallela a pochi metri di distanza) è una via, lunga 250 metri, regno incontrastato di locali a luci rosse e di un mercato notturno esclusivamente dedicati ai turisti stranieri. Sui lati della strada, decine di go-go bar dove ragazze, più o meno discinte, perennemente appese a pali da lap dance, forniscono spettacolini erotici e, su richiesta, prestazioni particolari ampiamente descritte in dettagliati menu: la più gettonata sembra essere la pussy ping pong... avete presente la scena di Priscilla, la regina del deserto? Dopo accordi diretti, i clienti possono appartarsi con le ragazze in camere ai piani superiori per massaggi particolari.


Molto rappresentate e richieste sono anche le ladyboys, davvero molto belle. Ci sono anche molti locali gay al di fuori dei quali i ragazzi, coperti da una mini vestaglia, si rilassano fumando una sigaretta tra uno spettacolo e l'altro. Insomma, ce n'è per tutti i gusti!

Il mercato notturno, aperto dalle 18 alle 2 di notte, è il clou della via. Sono due file ininterrotte di bancarelle strapiene di merce di tutti i tipi e di tutte le marche naturalmente rigorosamente falsa. Il fatto incredibile è che i prodotti sono fatti talmente bene da farmi pensare che esiste un mercato parallelo che fa uscire la merce dai laborabori dove, per il costo della manodopera estremamente basso, vengono confezionati gli articoli originali. I prezzi già stracciati all'origine, possono essere più che dimezzati con un'abile trattativa. Quello che non si trova esposto, lo si può tranquillamente richiedere su catalogo: dopo 10 minuti al massimo il venditore te lo procura.


Ivan sembra fuori di sè preso da un attacco di shopping compulsivo, riesco a fatica a convincerlo ad andare a cena. Su consiglio di Marco, un ragazzo conosciuto in hotel, andiamo in un ristorante poco lontano: sembra molto trendy, vista la fila di gente che aspetta. Ci sediamo ad un tavolino all'aperto e qui cominciano i problemi: cosa ordinare? Per fortuna il menu ha le foto dei piatti, perciò scegliamo a vista. Il risultato è più che soddisfacente. Alla fine paghiamo l'equivalente di 15 euro, un'esagerazone considerando che in Thailandia si dovrebbe riuscire a mangiare bene con pochi euro. Sulla via di ritorno verso l'hotel, un po' di tristi attrazioni per turisti con elefantini costretti a stare sul marciapiede e scimmiette mascherate. In zona ci sono un sacco di locali aperti 24 ore dove poter ricevere uno dei famosi massaggi thailandesi... di che tipo, non è dato sapere! E adesso a nanna, sono cotto!




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Un vero viaggio di scoperta non è scoprire nuovi luoghi ma avere nuovi occhi. Sicuramente ottimi occhi sono quelli del cuore!
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