martedì 6 settembre 2011

Il ritorno da Shanghai è stato davvero infinito: dall'hotel a casa mia 27 ore e mezza! Ho salutato Alberta fuori dall'albergo alle 18: lei si è diretta verso la sua sistemazione provvisoria (che poi è diventata per sua sfortuna definitiva) all'università, io mi sono diretto verso l'aeroporto con largo anticipo questa volta in taxi per evitarmi le due linee della metro affollatissime a quell'ora più il Maglev e soprattutto le lunghe rampe di scale con tutti i bagagli in mano. Un'ora di taxi, circa una sessantina di chilometri, mi è venuta a costare solo 217 yuan, 24 euro: quando si riesce a farsi attaccare il tassametro, il costo è davvero irrisorio. L'aeroporto di Pudong è davvero efficiente e attrezzato. Le code al check-in erano infinite e lentissime. Per fortuna mi ero stampato le carte d'imbarco in hotel e mi hanno fatto infilare nella fila della business class e ho risolto tutto in 5 minuti. All'immigrazione, ho riconsegnato il talloncino compilato in aereo all'andata e in 30 secondi sono passato. Al controllo bagaglio a mano, invece sono molto meticolosi: stranamente in Cina non ti fanno togliere cintura e orologio ma ti controllano minuziosamente a mano con tanto di palpatine aggiunte. E' stata la prima volta, in tutti gli aeroporti che ho girato nella mia vita, che ho dovuto gettare l'accendino: non ne passa uno, li scovano tutti e ne hanno bidoni pieni. Tra Pechino, Xi'an e Shanghai ne ho buttati quattro. L'area dei gate è attrezzatissima con negozi, duty free (una stecca di Malboro, più che fumabili, solo 98 yuan, circa 1 euro al pacchetto), bagni, smoking room (con accendini attaccati al muro, visto che sanno di averteli requisiti) e distributori di acqua sterilizzata calda e fredda ogni 50 metri, senza dimenticare la connessione wifi gratuita: tutto questo ci chiama civiltà! Vogliamo parlare degli aeroporti italiani? Questa volta non mi hanno fatto l'upgrade in Business: ormai il mio nome è marchiato a fuoco nei registri della Qatar e non se ne parla per i prossimi 50 anni. Nonostante questo ho avuto la fortuna che l'unico posto libero della classe economica fosse quello di fianco al mio e perciò ho potuto dormicchiare senza paura di posarmi sulla spalla del vicino. Quattro ore di attesa all'aeroporto di Doha, anche qui wifi gratuito. A bordo dell'aereo, sale per ultimo un tipo arabo in jeans, polo e cappellino Nike, sui 35/40 anni, seguito dal suo harem di sei mogli rigorosamente in niqab e da un asilo di figli, tutti più o meno coetanei sui 3/4 anni. Pretende di spostare gli altri passeggeri per avere tutta la sua famiglia vicino. Le hostess non sanno più come mantenere la loro gentilezza e stanno per perdere la pazienza. Alla fine riescono a convincerlo ma è riuscito a fare ritardare la partenza di 15 minuti: passerà tutto il tempo del volo in piedi nel corridoio a fare la spola tra una moglie e l'altra con aria arrogante e da padrone. Credo, spero, che le donne del mondo arabo prenderanno presto in mano il loro destino e cominceranno a rivendicare con forza i loro diritti: qui non è una questione di usi, costumi, tradizioni e religione, è una questione di diritti personali e uguaglianza! Al mio fianco stanno seduti due ragazzini cinesi (14 e 10 anni), nati in Italia, che scoprirò abitare a 3 chilometri da casa mia. Stendiamo un velo pietoso sulla loro ignoranza, prospettive future e priorità (soldi, auto e f**a!). Il volo da Doha a Venezia è interminabile: ho (stranamente) freddo e mi devo mettere la coperta. Comincio a starnutire e a tossire: morale della favola quattro giorni di febbre a 38°! Spero sia solo colpa dell'aria condizionata...

Adesso dovrò scrivere il post di chiusura di questo incredibile viaggio con le tante riflessioni che ho fatto e continuo a fare. Non so quando lo scriverò perché tra meno di 20 giorni riparto! Per dove? Guardate sotto l'angolino svolazzante in alto a destra...

domenica 3 aprile 2001

 
Giusto per non perdere l'abitudine, domani faccio un salto a Barcellona.

Partenza da Venezia, con volo Vueling, alle 12 e arrivo a Barcellona El Prat alle 13:50, ampiamente in tempo per gustarmi mezza giornata di vacanza e per buttarmi nella movida notturna su La Rambla. L'hotel scelto è a due passi dalle maggiori opere di Antonio Gaudì, nel quartiere dell'Eixample. Sarà un viaggio dedicato alla scoperta dell'architettura di questa città, soprattutto quella modernista e gotica. Meteo permettendo, spero di riuscire a godermi un po' anche la spiaggia e i parchi cittadini. Sono già stato a Barcellona, durante un viaggio di famiglia: avevo 10 anni e ho solo tre flash nella memoria: un viaggio in taxi (una 128 Seat), un'enorme fontana illuminata e una chiesa stranissima che, all'interno, non aveva il soffitto e lasciava intravedere il cielo stellato, immagino la Sagrada Familia. Ah, ricordo anche un'altra cosa: un noiosissimo spettacolo di flamenco! Vedrò di conoscere meglio questa città che quasi tutti descrivono come fantastica e caliente. Purtroppo le previsioni meteo non promettono niente di buono e sono stato in forse se partire o meno fino all'ultimo: è una vacanza che ho programmato di passare quasi sempre all'aperto e, sotto la pioggia, sarebbe un disastro.

¡Hasta luego!

lunedì 4 aprile 2011

Partenza da Venezia con 15 minuti di ritardo, in parte recuperati durante il viaggio. L'aereo era strapieno, il volo è stato tranquillo nonostante la presenza di una scolaresca in gita che si è risvegliata solo verso l'atterraggio: ai miei tempi era già tanto se ci portavano sul Lago di Garda! Vueling promossa a pieni voti. Il nuovo terminal T1 dell'aeroporto El Prat è abbagliante, tutto vetri e marmi lucidissimi, e molto organizzato. Dopo aver ritirato il bagaglio, in 2 minuti 2, ero già a bordo dell'Aerobus verso Plaça Catalunya, dove siamo arrivati in 30 minuti. Alle 16 ero già in hotel e potevo arrivare molto prima se non avessi perso più di mezz'ora avanti e indietro tra la fermata della Metro e l'ufficio turistico, dove mi hanno dato per ben due volte una 4 Day Travel Card scaduta (almeno ho imparato il significato della scritta Titulo Caducato che continuava a comparire sul display del tornello!). Ho fatto anche un volo pazzesco, lungo e disteso per terra, per non aver visto l'ultimo scalino della rampa: sono atterrato proprio sul ginocchio con il legamento crociato lacerato! Spero di non avere conseguenze. La giornata è splendida e calda, alla faccia delle previsioni! L'hotel è molto bello: la stanza è piccolina (probabilmente è una doppia uso singola) ma curata nei dettagli in modo maniacale. E' tutta giocata sui toni del bianco e nero (unici colori presenti, a parte il parquet) e pulitissima. Le pareti sono rivestite in tessuto e ci sono ben tre Tolomeo mini nere, oltre alla famosa Panton Chair, e un LCD da 32". Il bagno è uno spettacolo: oltre ai soliti docciaschiuma e shampoo, un cofanetto omaggio regala anche saponette, spugna, spazzolino, rasoio e addirittura pettine, tutto rigorosamente monouso, ovviamente!





Esco quasi subito, dopo avere fatto un giro di perlustazione dell'hotel, soprattutto all'ottavo piano dove c'è un bel solarium con piscinetta. La zona è a due passi da Passeig de Gràcia. Questo viale alberato è un po' come via Montenapoleone a Milano o la Fifth Avenue a New York: è la via del lusso, con grandi negozi di grandi firme. E' interessante l'architettura dei grandi palazzi: le facciate sono molto varie negli stili, dal più classico ottocento, alle influenze liberty francese, fino alle famosissime case del modernismo spagnolo. Il quartiere dell'Eixample (Espansione) è nato a partire da metà '800, prima di allora Barcellona era limitata all'interno delle mura medievali. La struttura è tipicamente ortogonale e, la prima cosa che noto, è che gli incroci hanno una forma ottagonale, in pratica gli isolati hanno un angolo smussato in diagonale. I barcelonins hanno abitudini molto diverse dalle nostre: già arrivando all'hotel avevo notato che i ristoranti erano abbastanza pieni verso le 15; alla sera praticamente aprono alle 22! E adesso a nanna...
Buenas noches.

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Viaggio

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Un vero viaggio di scoperta non è scoprire nuovi luoghi ma avere nuovi occhi. Sicuramente ottimi occhi sono quelli del cuore!
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