venerdì 15 ottobre 2010



Considerando che a casa, quando mi ricordo, bevo solo un caffè, direi che cominciare la giornata con 2 uova strapazzate, bacon, patate e toast con burro dovrebbe darmi la carica giusta per andare avanti fino a sera!
E adesso si parteeeeeee...

Non ho il tempo materiale per tenere aggiornato il blog perciò pubblico solo qualche foto delle cose che sto vedendo... i commenti li rimando ad altra data e quando avrò una connessione internet decente. Ciao.


BAKER BEACH



Vatti a fidare delle previsioni del tempo! Questo doveva essere il punto migliore per guardare il Golden Gate Bridge... io non l'ho visto. E voi lo vedete? Da notare che non è stato proprio uno scherzo arrivare fino qui: quasi un'ora, 2 autobus e 37 fermate! E quando sono partito dall'hotel c'era un sole splendido e un cielo azzurro come neanche a 10.000 metri di altezza!
Una foto scattata dallo stesso punto, in un giorno si sole, presa dal web:


Almeno sono sicuro di non aver sbagliato spiaggia! Giusto per cominciare bene la giornata, dopo la delusione del ponte "invisibile", ho anche perso gli occhiali che mi sono probabilmente caduti mentre zompettavo sulla sabbia e mi si è rotta la custodia della fotocamera! Andiamo bene...

GOLDEN GATE PARK

Botanical Garden



Japanese Tea Garden



Questi, anche se non sembra, sono bonsai.

STREET CARS


Uno dei tanti tram milanesi (vengono veramente da Milano) a San Francisco!

FISHERMAN'S WHARF


Il molo 39...


...con un solitario leone marino che si riposa al sole.

ALCATRAZ


Verso Alcatraz... lo skyline di San Francisco.


"The Rock" ovvero Alcatraz, l'isola dei pellicani.


Una cella... non mi sarebbe piaciuta come sistemazione a SF!


Tramonto sulla Baia: quello in fondo è il Golden Gate Bridge... finalmente, dopo una giornata di ricerca sono riuscito a intravederlo!


sabato 16 ottobre 2010

GOLDEN GATE BRIDGE

Per riuscire a vederlo bene ci sono dovuto andare proprio davanti!


Cavolo, è davvero imponente e, a quanto pare, queste nuvole basse sono una costante. Vederlo mi ha un po' riconciliato con questa città che non riesco ancora a capire.



E l'ho anche attraversato quasi tutto: 2700 metri! Se qualcuno di mia conoscenza si sta chiedendo se l'ho fatto in bici, la risposta è no: non penso ce l'avrei fatta a fare la rampa d'accesso, tanti ciclisti molto più in gamba di me se la stavano facendo a piedi e con la lingua di fuori! I miei piedi comunque stanno già urlando "pietà"...

CASTRO

Harvey Milk Plaza




Il camera shop che Harvey Milk ha aperto in questo quartiere e sopra il quale abitava. Chi ha visto il film Milk di Gus Van Sant con Sean Penn sa quanto quest'uomo è stato importante per questa città e per il mondo intero.



domenica 17 ottobre 2010

Praticamente bloccati in camera fino alle 10:00 a causa della Nike Women's Marathon: visto che la cosa era già successa a Istanbul, evidentemente devo avere un certo feeling con queste corse! Appena messo fuori il naso dall'hotel, comincia a piovere: la tentazione di tornare a letto per recuperare qualche ora di sonno è forte ma mi faccio forza e prendo il tram ancora una volta verso Fisherman's Wharf, visto che l'altro giorno l'avevo visto solo di sfuggita per prendere il traghetto per Alcatraz. Piove che dio la manda!


Spiegherò un'altra volta, quando avrò più tempo, cos'è Fisherman's Wharf.
Intanto un piccolo quiz:
cosa vi suggerisce la foto qui sotto?


Piccolo aiuto: Forrest Gump...

Oggi fa freddo, c'è vento e acqua e anche i leoni marini (che differenza c'è con le foche devo ancora capirlo!) decidono di scaldasi un po'...


E' una vera ammucchiata, uno sopra l'altro, praticamente quasi tutti addormentati... ogni tanto qualcuno s'incavola e ribadisce il diritto al suo "spazio" con un sonoro oink, oink!


Sembrano tanto buoni e mansueti ma io, sinceramente, lì in mezzo non ci andrei tanto volentieri, nonostante sia stato tra le tigri in libertà in Thailandia!

San Francisco, per chi non lo sapesse, è praticamente tutta edificata su un terreno collinoso: ne avevo già avuto sentore (e le mie gambe soprattutto!) gironzolando per la parte occidentale della città... niente in confronto ai quartieri di Nob Hill e Russian Hill! Prediamo un Cable Car, uno di quei tram sui quali, teoricamente, bisognerebbe salire in corsa.


Questi mezzi su rotaia sono attaccati a un cavo sotterraneo che li trascina, a velocità costate, su per le ripidissime colline di questa zona... che sono DAVVERO ripide!


Dall'alto il panorama è veramente notevole e si vede bene il Transamerica Pyramid, il grattacielo più alto della città e, probabilmente, l'unico edificio degno di nota a San Francisco.



Ma la cosa più bizzarra in assoluto è un breve tratto di Lombard Street...



Questo è considerato il tratto più tortuoso al mondo: una serie di tornanti strettissimi e molto corti, in mezzo a bellissime aiuole di ortensie, dove le macchine scendono a passo d'uomo, sopra una pavimentazione (secondo me scivolosissima) di mattoni rossi. Ci si mette davvero molto meno a farla a piedi lungo le scalette laterali che non a bordo!

Nonostante le brutte condizioni metro, questa giornata è stata veramente piacevole: chissà cosa sarebbe stata con il sole! Probabilmente sto cominciando ad abituarmi a questa città e a conoscerla un po'.

Ho i jeans e la felpa inzuppati d'acqua e perciò decido di passare il resto del pomeriggio a fare un po' di shopping nei meravigliosi negozi di Marker Street.

Avviso ai miei dolci (?) nipotini: a voi vi ho già sistemati... altro peso che si aggiunge in valigia!





lunedì 18 ottobre 2010

Oggi è l'ultimo giorno a San Francisco, nel tardo pomeriggio prenderemo l'aereo destinazione Las Vegas dove passeremo solo la notte. Domattina ritireremo l'auto a noleggio e cominceremo il tour che, per 5 giorni, ci porterà nei canyon dello Utah e dell'Arizona. Sabato notte è previsto il rientro a Las Vegas.


Oltre 1.600 km in mezzo al nulla o quasi: speriamo che il navigatore funzioni... per precauzione stamattina andremo a comprare uno stradario.

Giornata praticamente persa tra le ultime spese a San Francisco e l'attesa in aeroporto... per fortuna abbiamo deciso di andare con un po' di anticipo perchè i controlli sono stati davvero maniacali e le code interminabili! Volo Southwest puntualissimo. Avvicinandoci all'atterraggio, Las Vegas sembra un enorme albero di Natale in mezzo al buio più totale... fa un po' strano riconoscere dall'alto la Tour Eiffel in Nevada!


Fa molto caldo rispetto a San Francisco. Appena usciti dal finger, un'enorme sala con decine di slot machine piene di giocatori... beh, visto che la giocata è di 5 cents quando tornerò la prossima settimana un paio di dollari me li gioco! E' il regno del kitsch più sfrenato e i tanti turisti che affollano l'aeroporto sono a dir poco bizzarri. Nel tragitto verso l'hotel, piccola sbirciatina alla Strip e poi di corsa a nanna.

martedì 19 ottobre 2010

Sveglia alle 6:30 per essere verso le 8:00 al noleggio auto per ritirare la macchina già prenotata in Italia. Pratiche veloci e alla fine, tra una decina di automobili e jeep, scelgo un SUV Kia visto che lo conosco già un po'... decisamente comodo!


Dovevano essere più di 450 km di semplice trasferimento, in realtà si sono trasformati in un viaggio piacevolissimo. La giornata è splendida. Appena fuori da Las Vegas, il paesaggio si fa quasi surreale: distese infinite, interrotte solo dal nastro d'asfalto sul quale corriamo, sotto un cielo azzurrissimo... alla faccia delle previsioni meteo! Ad ogni scollinamento, ad ogni curva il paesaggio cambia. Attraversiamo il Nevada, tagliamo un angolo di Arizona e arriviamo nello Utah, per la precisione il nono stato degli USA nel quale metto piede in meno di 2 anni. 


Che meraviglia! La strada è dolcemente in salita e ben presto, senza accorgercene, arriviamo sopra quota 2000 metri, un altopiano infinito. Mano a mano che ci avviciniamo al Bryce Canyon NP, la strada comincia a farsi più ripida e compaiono i primi rilievi. La voglia di fermarsi ad ogni chilometro per scattare qualche foto è grande ma il tempo un po' stringe... ecco uno degli svantaggi che temevo nel fare questo viaggio in ottobre: l'avessi fatto in tarda primavera, avrei avuto almeno 3 ore di tempo in più prima del tramonto.


A circa 30 km da Bryce Canyon, la prima sorpresa: il Red Canyon, nel mezzo della Dixie Forest, del quale non avevo mai sentito parlare. Si cominciano a vedere i primi hoodoos, quei pinnacoli in roccia friabile che caratterizzano questa zona. Se queste sono le premesse, non oso pensare cosa mi riserverà Bryce Canyon.


La strada di snoda in larghe curve che passano sotto suggestivi tunnel scavati nella roccia.


Si decide di proseguire senza altre soste fino al Parco Nazionale. Casualmente passiamo davanti all'hotel che avevamo prenotato e, anche se sono solo le 15:00, facciamo il check in e ci disfiamo della valigie. La camera è uno spettacolo: enorme, con i soliti 2 letti queen size, arredata con un gusto davvero notevole e con un bagno in marmo con 2 lavabi... per 40 euro a testa, compressi prima colazione, parcheggio e wifi, una vera sorpresa! Il cellulare non ha campo ma la connessione internet è una scheggia.

martedì 19 ottobre 2010

Sto prendendo la decisione finale: penso sia il posto PIU' BELLISSIMO (lo so che non dice, ma mi serviva un super-superlativo!) che io abbia mai visto nella mia vita e in tutti i miei viaggi!!!
Per adesso posto solo un paio di foto che però riescono a rendere (anche per colpa dell'imperizia del fotografo... IO) solo il 10% della bellezza di questo parco: ho sonno e mi mancano le parole giuste per riuscire a descriverlo.








Per gentile concessione, una foto del sottoscritto scattata oggi pomeriggio.


Sono io quello nella foto, non è photoshoppata!

Per il resto, giornata assolutamente stupenda sotto tutti i punti di vista. Serata al mitico (da queste parti) Ruby's Inn davanti ad una squisita e tenerissima Prime Rib, una "sottile" fettina di arrosto... in pratica mezzo manzo! Non sono riuscito a finirla. 




Il pomeriggio è stato davvero tiepido, da maniche di camicia nonostante gli oltre 2.400 metri slm, ma stasera la temperatura è crollata a pochi gradi. Uscendo dal ristorante, grazie alla quasi totale assenza di inquinamento luminoso, ho visto un cielo stellato come poche volte in vita mia... e il silenzio è "assolutamente assordante".

Certe giornate sono proprio da incorniciare e ti riconciliano con la vita e con il mondo! Buonanotte a tutti.

mercoledì 20 ottobre 2010

Risveglio di soprassalto... non avevo messo la sveglia e pensavo fosse tardissimo. Giusto in tempo per uscire dall'hotel e gustarmi l'ultimo spettacolo che questo posto mi offre: un'alba incredibile.


Le temperature stanotte sono andate ampiamente sotto lo zero e tutte le macchine nel parcheggio sono ricoperte da un sottile strato di ghiaccio.


Oggi trasferimento a Page in Arizona: sono "solo" 250 km. Se arriveremo ad un'ora decente, cercheremo di fare una crociera di 2 ore sul Lake Powell. Domani, sulla carta, ci aspetta una giornata meravigliosa. Nessuna anticipazione: solo una cosa, sveglia molto prima dell'alba e gambe in spalla!

mercoledì 20 ottobre 2010

So che comincio ad essere ripetitivo ma questo viaggio si sta rivelando al di sopra di ogni più rosea aspettativa. Anche oggi il viaggio di trasferimento da Bryce Canyon a Page in Arizona è stato una continua sorpresa: il paesaggio varia in continuazione e non riesco ancora ad abituarmi a quello che vedo. Allontanandoci da Bryce, siamo entrati in mezzo a una foresta di conifere e di alberi che ormai hanno preso tutti i colori dell'autunno.


I canyon si susseguono in continuazione e ognuno ha la sua particolarità e il suo colore distintivo. Purtroppo, mentre ci avviciniamo all'Arizona, il tempo comincia a guastarsi e ci becchiamo anche un paio di acquazzoni.


Onestamente non sono deluso più di tanto perché anche questi colori hanno il loro fascino. Page doveva essere solo un paese dove pernottare in attesa del tour di domani e invece abbiamo scoperto che ci sono un sacco di cose da vedere. Arriviamo con largo anticipo rispetto al programma... non riesco proprio a memorizzare i continui cambi di fuso orario che dobbiamo fare. Rispetto allo Utah abbiamo guadagnato un'ora che riperderemo domani entrando in territorio Navajo che, come se fosse uno stato a se stante, non applica l'ora legale. Page è all'interno del Glen Canyon NP: prima di entrare in città, si attraversa un ponte apparentemente fragile e tremolante, ancorato non si sa come alla roccia.


Sul lato nord, c'è una grande diga che, bloccando il Colorado, contribuisce a formare il Lake Powell, un enorme bacino artificiale che si ramifica inondando i canyon circostanti: francamente è un po' come un pugno in un occhio vedere questo obbrobrio in cemento, circondato da un sacco di tralicci dell'alta tensione, in mezzo a un paesaggio simile.


Sul lato sud, la natura riprende il sopravvento: faccio il mio primo incontro con il Colorado River, il fiume che nei millenni è riuscito a scavare la roccia per centinaia di metri.


Ci sono molti punti panoramici lungo la strada, uno più spettacolare dell'altro. Il tempo si è ormai guastato definitivamente: peccato! Decidiamo perciò di saltare la crociera sul lago che avevamo programmato. Lo spettacolo è comunque assicurato anche con il temporale in arrivo.


Mi rendo conto, ancora una volta, che le foto non riescono assolutamente a rendere giustizia a questo spettacolo. Ho provato allora a caricare un brevissimo video girato con il cellulare: è scuro e a scatti ma penso riesca a rendere un po' di più l'idea delle distese infinite che mi circondano e del silenzio rotto solo dal  rumore del vento.



Ci avanza del tempo e perciò decidiamo di anticipare quello che avevamo in programma per domattina all'alba visto che il tempo non promette niente di buono: l'Horseshoe Bend, ovvero la "curva a ferro di cavallo". In questo luogo, turisticamente poco conosciuto a pochi chilometri a sud di Page, il Colorado è stato costretto, decine di migliaia di anni fa, a fare una curva di quasi 180° a causa della durezza della roccia e a ripiegare su se stesso fino a formare appunto un percorso a ferro di cavallo.


Avvicinandomi al precipizio di 1.000 piedi (circa 330 metri), mi tremano un po' le gambe: non soffro di vertigini ma la roccia, ricoperta da una sabbiolina scivolosa, mi rende maledettamente insicuro... non c'è alcuna protezione! Decido di sdraiarmi sulla pancia e di gattonare fino al bordo per fotografare l'intera ansa del fiume... il rischio NON è il mio mestiere!


Per oggi ho davvero osato anche troppo e me ne torno volentieri in macchina di corsa nonostante il chilometro in salita. Per dare un'idea di cosa avrei potuto vedere domattina se ci fosse il sole, sono costretto a prendere in prestito una foto dalla rete:


Sono contentissimo lo stesso, va più che bene anche così... speriamo solo che domani ci sia il sole altrimenti la giornata, attorno alla quale è stato costruito tutto il viaggio, sarà un po' (tanto) rovinata!

Comincia a diluviare e questo mi fa ben sperare per domani: forse è solo un temporale e dopo il cielo sarà limpidissimo... perché non essere ottimisti?

Serata passata in un ristorante messicano, davanti a un super burrito con pollo, riso, fagioli e guacamole... buonissimo! Buonanotte...

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